Il miele a tavola è un argomento quasi tabù

miele acaciaIn un testo di alimentazione ben conosciuto perché sembrava, qualche anno fa, prossimo all’eresia (1) era raccomandato tra i rimedi per la stipsi. Era il 2004. Un anno dopo il miele guadagnava l’attenzione in un trattato entusiasmante (2) come “alimento terapeutico che risale ad epoche preistoriche”. Anche in libri coraggiosi più recenti (3) al miele viene relegato un ruolo di misera comparsa perché, come in tanta letteratura scientifica, relegato tra i dolcificanti e così assimilato al “velenoso” zucchero bianco, allo sciroppo di fruttosio e glucosio, allo “spregevole” HCFS Continua a leggere

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UN “DOLCE” ANTI-AGE: il miele e le sue proprietà antiossidanti

miel-peauMentre leggo queste parole il mio cervello elabora le percezioni che arrivano dai miei sensi e le informazioni provenienti dal nervo ottico; in un groviglio di neuroni interconnessi tra loro, costruisce un senso a quel che leggo e dello stato del mio corpo. Brucia così energia e produce, tra i tanti metaboliti, qualcuno che serve a costruire una nuova catena di processi biologici che indurranno il nostro organismo a “rimpiazzare” l’energia spesa. Alcuni di questi processi che consumano energia (un’attività sportiva spinta o stress emotivi) producono per brevi attimi molecole instabili; il nostro organismo, con procedure enzimatiche meravigliose da un punto di vista biochimico, provvede a renderle stabili e spesso a rimuoverle. Quando quelle sostanze “instabili” sono rese stabili, perdono il loro potenziale rischio di scatenare un “effetto domino” tra le molecole, si direbbe un effetto “virale” nel mondo d’internet, che condurrebbe a risultati allarmanti. Queste molecole, i radicali liberi, sono normalmente prodotte ma, come in tutte le cose della vita, il loro eccesso può creare grandi problemi alle cellule in cui si producono, Continua a leggere

Miele e patologie degenerative

Le cellule dei tessuti con infiammazione cronica producono una vasta gamma di sostanze come le citochine, i fattori di crescita cellulare IGF-1 e i radicali liberi. Queste molecole stimolano la proliferazione cellulare inizialmente per riparare i danni, ma in seguito possono inibire l’apoptosi e stimolare l’angiogenesi favorendo, in ultima analisi, anche lo sviluppo del cancro.

Il miele ha varie attività biologiche e farmacologiche, da quella antinfiammatoria, antiossidante, antibatterica, antipertensiva ad effetti ipoglicemizzanti. In uno studio del 2014 (Erejuwa OO, Sulaiman SA,Wahab MS: Effects of honey and its mechanisms of action on the development and progression of cancer – Molecules. 2014) è stata analizzata la capacità del miele ed i vari possibili meccanismi coi quali esso riesce a modulare lo sviluppo e la progressione di vari tipi di tumore, Continua a leggere