C’è un motivo se il rimedio naturale che preparava la nonna per il mal di gola funziona

acquamiele2La gola (tecnicamente “faringe”) è una struttura che collega la bocca ed il naso all’esofago e la laringe.  Consente la deglutizione, la respirazione, l’emissione di suoni e facilita l’audizione.

Ci sono numerose cause del mal di gola tra cui allergie, fumo, infiammazione delle tonsille (tonsillite), tumori, ecc.

Un tempo era frequente preparare rimedi che erano efficaci proprio in virtù dell’azione dei singoli ingredienti impiegati.  Vediamo come si prepara un rimedio naturale per il mal di gola a base di miele, limone, zenzero e camomilla. Continua a leggere

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Apiterapia (o meglio apitoxiterapia)

apipuntura“Ci sono delle api che come secondolavoro fanno le punture agli anziani – Gene Gnocchi”

Nel 1910 Maberly era andato a visitare un suo vecchio paziente che, tre anni prima, aveva avuto un grave attacco di reumatismo e, in seguito, aveva sviluppato artrite cronica. Egli provò cure termali, fisioterapia farmaci senza il minimo segnale di miglioramento… Egli diventò sempre più disperato fino a decidere di abbandonare ognuno di questi trattamenti. Le gambe e le braccia erano fortemente flesse, il ricurvamento su se stesso faceva si che il mento si trovasse all’altezza del petto, non era in grado di aprire la bocca più di 3-4 cm. Il dolore non lo lasciava mai, da uomo positivo e attivo era diventato uno storpio senza speranza… La sera stessa, Maberly incontrò per caso un Esperto d’api, che, dopo aver sentito del caso dell’uomo, disse che quella era proprio una condizione che poteva essere trattata con Veleno d’api. La prima sessione fu tenuta il 30 ottobre 1910… le sessioni si susseguirono con la somministrazione di 18 punture alla settimana… In due mesi il paziente era in grado di alzare la testa, aprire la bocca completamente, i dolori nei legamenti erano quasi tutti spariti” (F.H.Maberly: Bee venom therapy Bodog Beck-medico ungherese Budapest 1871-New York 1942). Continua a leggere

Le api, amiche per la pelle

Satana si allontanò dal Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe si grattava con un coccio e stava seduto in mezzo alla cenere (Antico Testamento – Le piaghe di Giobbe)

psoriasi1Le malattie cutanee squamose e pruriginose vengono descritte per la prima volta nell’antico testamento, ma è possibile individuare già qualche accenno nei codici assiro babilonesi ed in alcuni papiri Egizi. Ippocrate nel V secolo a.C. introdusse i concetti di lepra e psora identificando svariate malattie desquamative pruriginose, tra cui anche la lebbra. La confusione tra lebbra e psoriasi durerà fino al XVIII secolo quando il dermatologo inglese, Robert Willan (1757-1812) le distinguerà chiarendone manifestazioni (caratteristiche e tipologia della lesione) e complicanze (esito letale e andamento acuto e cronico). Continua a leggere

Prodotti apistici, un’opportunità naturale

apiterapiaApiterapia, termine relativamente moderno e universale per un approccio naturale alla salute che affonda le sue radici nel passato. Nei Papiri risalenti al 1700-1500 a.c. (Georg Ebers ed Edwin Smith) dove le ustioni e le ulcere vengono curate con un impasto a base di latte coagulato e miele e la cera usata per proteggere la pelle dai raggi del sole; in un manoscritto arabo del 1200 dove il miele è medicina; negli studi clinici dei primi anni dell’ 800 relativi in modo particolare al veleno d’ape (I.B. Lubarski – 1879 – “Il veleno
delle api – un rimedio”); nel primo trattato di Phillip Terc, medico austriaco riconosciuto come padre dell’apitoxiterapia, Continua a leggere

Impiego dell’apitossina e della sua componente melittina per affrontare la malattia di Lyme

borrelia1La malattia di Lyme.  La malattia di Lyme è causata da una spirocheta[1] trasmessa dalla puntura di una zecca del genere Ixodes ma ci sono e si stanno manifestando numerosi insetti che veicolano il batterio ( i cosiddetti coinfettori, come il pidocchio del gatto, zanzare ecc.).

Perché ne parliamo? Semplicemente per il rischio che sembra maggiore nel periodo caldo e le nostre attività in campagna, che siano la semplice fuga per godersi l’aria fresca sotto l’ombra di un bell’albero o il lavoro con le nostre api. Continua a leggere

Siamo in APIMONDIA!

apimondiaLa Federazione internazionale delle associazioni di apicoltori e delle altre organizzazioni che operano nel settore dell’apicoltura. 

Con grande piacere informiamo i nostri soci e lettori che da giugno 2018 l’Associazione Italiana Apiterapia è membro associato di Apimondia, realtà internazionale fondata nel 1949 ad Amsterdam e attualmente con sede a Roma. Continua a leggere

L’apitossina nel trattamento della periodontite (piorrea)

sorrisoIl parodonto è l’insieme delle strutture che danno sostegno al dente.  La periodontite è un’infiammazione ed un’infezione di ossa e legamenti che sostengono i denti.  Si verifica quando la gengivite non è curata o è curata in ritardo.  L’infezione e l’infiammazione si possono estendere dalle gengive ai legamenti e ossa che sostengono i denti e quindi la perdita del sostegno dei denti porta all’indebolimento e alla loro caduta.  Nel linguaggio comune è in uso il termine “piorrea”, da tempo abbandonato in ambito medico. Continua a leggere

Rasare spesso il prato di casa non favorisce le api

prato casaSappiamo bene come il declino delle api, l’impollinatore per eccellenza, dipende da numerosi fattori negativi come la perdita di habitat e l’impiego di pesticidi.  In aiuto a situazioni di degrado, la ricerca ha messo in evidenza che in città ci sono aree che funzionano come rifuggi per gli insetti: i parchi pubblici, gli ambienti ruderali, i prati, i giardini.  Se ben gestite, queste aree possono mitigare alcuni effetti negativi fornendo habitat agli impollinatori. Continua a leggere

La Varroa non è l’unica cosa di cui preoccuparci, ahinoi! … la Borrelia e malattia di Lyme

Tra le varie difficoltà che l’apicoltore si trova a dover affrontare nella sua attività la VARROA, come ben sappiamo, rappresenta l’oggetto di maggior preoccupazione.

La varroatosi (causata dall’acaro Varroa destructor) infatti è la malattia che in assoluto arreca le maggiori perdite economiche al settore apistico. Tale patologia impone agli apicoltori di procedere con periodici trattamenti farmacologici affinché le colonie di api possano sopravvivere. Nella lotta alla varroa esistono attualmente pochi strumenti a disposizione dell’apicoltore che, in ogni caso, non gli consentiranno di eliminare del tutto il parassita (almeno nei prossimi anni) dagli alveari ma impongono un costante monitoraggio sul livello di varroa presente nelle famiglie, considerato che l’efficacia dei trattamenti antivarroa è variabile. Continua a leggere

Le Nazioni Unite dichiarano il 20 maggio “Giornata Mondiale delle Api”

save the beeNell’ambito delle azioni mirate allo sviluppo sostenibile, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’anno scorso ha deciso che dal 2018 il 20 maggio sarà la giornata mondiale delle api[1].  Fortemente voluta dalla Slovenia, la proposta è stata sostenuta da 115 Stati membri delle Nazioni Unite tra cui l’Italia.  Il giorno è stato scelto in memoria d di Anton Janša (20 maggio 1734–1773), un apicoltore sloveno pioniere dell’apicoltura moderna, amatissimo dall’Imperatrice Maria Teresa che lo volle alla Scuola di Apicoltura di Vienna. Continua a leggere