Cera d’ape: un prodotto fuori controllo

panetto-ceraDurante l’attività di bottinamento le api interagiscono con l’ambiente svolgendo importanti funzioni per la conservazione di molte specie vegetali, coltivate e spontanee e quindi per il mantenimento dell’omeostasi degli ecosistemi in cui si trovano ad operare. Durante l’attività di bottinamento le api assorbono, catturano e raccolgono anche le molecole chimiche, inquinanti e/o contaminanti ambientali, presenti in natura: sospese nell’aria, disciolte nelle acque e concentrate nel terreno e nelle piante. Tali sostanze vengono trasportate dalle bottinatrici nell’alveare sottoforma di polveri intrappolate nei peli, goccioline d’acqua, nettare e polline con la successiva contaminazione di ogni singolo elemento dell’alveare: larve, api, miele, polline, propoli, pappa reale e cera. Tra tutti questi elementi, la cera è la matrice in cui le sostanze si concentrano maggiormente e più a lungo termine.

ape-ceraLa cera è composta da una miscela di lipidi, sostanze chimicamente stabili, resistenti all’idrolisi, all’ossidazione, all’attacco degli acidi organici e dei succhi gastrici. La maggior parte dei pesticidi ad uso agricolo e zootecnico, compresi quelli autorizzati per i trattamenti in apicoltura, sono sostanze lipofile, non volatili e persistenti. Tali sostanze si accumulano più facilmente nelle matrici di natura lipidica, in cui mantengono concentrazioni stabili per lungo tempo, resistendo anche ai processi di lavorazione della cera grezza, che prevedono l’uso di alte temperature (circa 120°).

La cera d’api è un prodotto zootecnico versatile utilizzato nel settore dell’apicoltura per la produzione dei fogli cerei che costituiscono la base per la costruzione dei favi, ma anche in campo alimentare, cosmetico e farmaceutico.

Data la definizione di “alimento” espressa nel REG. CE 178/2002, la cera d’api non è considerata tale e pertanto non esistono norme comunitarie specifiche che ne definiscano e ne garantiscano la qualità, nonostante questa matrice sia ampiamente utilizzata nel settore alimentare come additivo, identificato con l’acronimo E901. Per quanto riguarda il settore cosmetico e farmaceutico la cera d’api, contemplata nella Farmacopea di numerosi paesi Europei e non Europei, è considerata una matrice naturale “sicura”, non soggetta a controlli specifici per la caratterizzazione di allergeni, nè tantomeno per l’identificazione di inquinanti e contaminanti ambientali.

In Italia, il Regolamento Tecnico n.16 del 26 Febbraio 2009, “Prescrizioni per l’accreditamento degli Organismi che rilasciano dichiarazioni di conformità di processi e prodotti agricoli e derrate alimentari ottenuti con metodo di agricoltura biologica ai sensi del Regolamento CE 834/2007 e sue successive integrazioni e modifiche”, è l’unico documento che fornisce linee guida per il controllo della cera, riferendosi però esclusivamente alla cera destinata alla produzione di fogli cerei utilizzati negli apiari di tipo biologico. Questo documento stabilisce i limiti di accettabilità di 5 pesticidi: amitraz, cimiazolo, clorfenvinphos, coumaphos e fluvalinate, non tutti attualmente autorizzati in Italia (Figura 1).

Tabella 1 estrapolata dal Regolamento Tecnico n.16 del 26 Febbraio 2009, “Prescrizioni per l’accreditamento degli Organismi che rilasciano dichiarazioni di conformità di processi e prodotti agricoli e derrate alimentari ottenuti con metodo di agricoltura biologica ai sensi del Regolamento CE 834/2007 e sue successive integrazioni e modifiche”

Il gruppo di ricerca dell’unità di Farmacologia e Tossicologia Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo (Facoltà di Bioscienze e Tecnologie Agroalimentari ed Ambientali), in collaborazione con la Società Cooperativa Onlus Il Pungiglione, ha realizzato un’indagine epidemiologico-tossicologica riguardante i livelli quali-quantitativi di residui chimici in campioni di cera italiana nel triennio 2013-2015. La fase di campionamento ha coinvolto 60 apiari italiani e si è conclusa con il recupero di 178 campioni di cera, biologica e convenzionale. Attraverso una serie di analisi di tipo multiresiduale, è stato possibile definire la presenza e le concentrazioni di ben 247 principi attivi utilizzati come acaricidi, erbicidi, fungicidi ed insetticidi nel settore agricolo e nel settore zootecnico, in ambito domestico ed industriale (Tabella 1).

Tabella 1: Elenco delle sostanze indagate e rilevate classificate per categoria d’uso.

Searched molecules Positive molecules LOQ (mg/kg)
Acaricides Amitraz, Bromopropylate, Chinomethionat, Chlorfenson, Chlorobenzilate, Chloropropylat, Cymiazole, Dicofol, Fenothiocarb, Fenson, Pyridaben, Tebufenpirad, Tetradifon Amitraz, Bromopropylate, Chlorobenzilate, Chloropropylat, Cymiazole, Tetradifon 0.01
Herbicides Aclonifen, Alachlor, Ametryn, Atrazine, Benfluralin, Benzoylprop-ethyl, Bifenox, Carfentrazone-ethyl, Chlorthal-dimethyl, Chlortiamide, Cianazin, Diclobenil, Diclofop-methyl, Difenamide, Diflufenican, Dinithramin, Ethalfluralin, Flamprop-isopropyl, Flamprop-methyl, Flamprop-p-butyl, Flufenacet, Flurochloridone, Isopropalyn, Isoxaben, Lenacil, Metolachlor (all the isomers), Metozachlor, Metribuzin, Napropamide, Nitrofen, Oxadiazon, Oxyfluorfen, Pendimethalin, Phenmedipham, Picolinafen, Prometon, Prometryn, Propachlor, Propanyl, Propazine, Propyzamide, Simazine, Simetryn, Terbumeton, Terbutryn, Trifluralyn, Terbuthylazine Pendimethalin, Terbuthylazine 0.01
Fungicides Benalaxyl, Bitertanol, Boscalid, Bromucozanole, Bupirimate, Captafol, Captan, Chlorthalonil, Clozolinate, Cyproconazole, Cyprodinil, Diclobrutazol, Diclofluanide, Dicloran, Difenoconazole, Diniconazole, Epoxiconazole, Esaconazole, Etaconazole, Fenarimol, Fenbuconazole, Fenexamid, Fenpropimorf, Flubenzimine, Fludioxinil, Fluopicolide, Fluquiconazole, Flusilazol, Flutolanil, Flutriafol, Fluzinam, Folpet, Furalaxyl, Imazalil, Iprodione, Mepanipyrim, Metalaxyl, Miclobutanyl, Nitrapyrin, Nitrotal isopropyl, Nuarimol, Oxadixyl, Panclobutrazole, Pencicuron, Penconazole, Prochlorax, Procimidone, Propiconazole, Proquinazid, Pyrifenox, Pyrimethanil, Quinoxyfen, Quintozene, Spiroxamine, Tebuconazole, Tetraconazole, Tolifluanide, Triadimefon, Triadimenol, Tricyclazole, Trifloxystrobin, Triflumizole, Vinclozolyn, Zoxamide Chlorthalonil, Cyprodinil,  Fludioxinil, Iprodione, Penconazole, Pyrimethanil, Spiroxamine, Tebuconazole, Tetraconazole, Tolifluanide 0.01
Insecticide α-Endosulfan, β-Endosulfan, α-HCH, β-HCH, δ-HCH, Acephate, Acibenzolar s-methyl, Acrinathrin, Aldrin, Allethrin, Alphamethrin, Azinphos-ethyl, Azinphos-methyl, Bifenthrin, Bromocyclen, Bromophos-ethyl, Bromophos-methyl, Buprofezin, Cadusaphos, Carbophenothion, Chlordane, Chlorfenapyr, Chlorfenvinphos, Chlormephos, Chlorpyriphos-ethyl, Chlorpyriphos-methyl, Coumaphos, Cyfluthrin, Cypermethrin, Deltamethrin, Dialifos, Diazinon, Dichlofenthion, Dichlorvos, Dicrotophos, Dieldrin, Dimethoate, Disulfoton, Disulfoton sulfoxide, Ditalimfos, Edifenfos, Endrin, Eptenofos, Ethion, Etofenprox, Etoprofos, Etrimfos, Fenamiphos, Fenitrothion, Fenpropathrin, Fenthion, Fentoate, Fipronil, Flonicamid, Flucythrinate, Flumethrin, Flurprimidol, Fonophos, Forate, Formothion, Fosalone, Fosmet, Fosmetoxon, Fosthiazate, Heptachlor, Heptachlor epoxide, Hexachlorobenzene, Indoxacarb, Iodofenfos, Isofenfos, Isofenfos-methyl, Lambda cyhalothrin, Leptophos, Lindane, Malaoxon, Malathion, Mecarbam, Metacriphos, Metamidophos, Methoxychlor, Metidathion, Mevinphos, Mirex, Monocrotophos, op’-DDD, op’-DDE, op’-DDT, Paraoxon ethyl, Paraoxon methyl, Parathion ethyl, Parathion methyl, Pentachloroaniline, Pentachloroanisole, Permethrin, Pertane, Phosphamidon, Piperonil butoxide, Pirazophos, Piridafention, Pirimicarb, Pirimiphos ethyl, Pirimiphos methyl, pp’-DDD, pp‘-DDE, pp’-DDT, Profenofos, Protiofos, Protoate, Pyrethrin, Rotenone, Spirodiclofen, Tau-fluvalinate, Tebupirimiphos, Tefluthrin, Terbuphos, Tetrachlorvinphos, Tetramethrin, Tionazin, Tolclofos methyl, Tralomethrin, Triazophos, Trichlorfon, Vamidothion α-HCH, Acrinathrin, Chlordane, Chlorfenvinphos, Chlorpyriphos-ethyl, Coumaphos, Cypermethrin, Diazinon, Flumethrin, Heptachlor, Lindane, op’-DDD, op’-DDT, Permethrin, Piperonil butoxide, pp’-DDD, pp‘-DDE, pp’-DDT, Pyrethrin, Rotenone, Spirodiclofen, Tau-fluvalinate, Tetramethrin 0.01

*Le percentuali dei campioni positivi per ogni molecola, sono calcolate sul numero dei campioni totali analizzati (178).

L’indagine descritta ha evidenziato la presenza di 41 molecole tra quelle ricercate, con diverse frequenze e concentrazioni.

Come già evidenziato da studi precedenti condotti in Francia ed in Belgio, tra le molecole riscontrate in questa indagine risultano più frequenti le sostanze autorizzate per i trattamenti nel settore agricolo, rispetto a quelle autorizzate in campo zootecnico ed in apicoltura.

Solo 47 campioni (26.4 %) tra quelli analizzati sono risultati esenti da residui chimici, mentre i campioni “contaminati” hanno rivelato in molti casi positività multipla (da 1 a 14 molecole).

La presenza di molecole attualmente non autorizzate in Europa, o non registrate in Italia per i trattamenti in agricoltura e in apicoltura, riconosce diverse cause. L’uso illecito di pesticidi con preparazioni “homemade” per il trattamento degli alveari, spesso a composizione mista e con concentrazioni superiori a quelle autorizzate, è una pratica ancora diffusa e difficile da monitorare in assenza di controlli obbligatori. L’assenza di controlli inoltre, consente la circolazione di cera d’api proveniente da paesi extraeuropei, con la conseguente introduzione negli apiari italiani di sostanze tossiche vietate in Europa da moltissimi anni. Un esempio eclatante è la presenza del DDT e derivati in diversi campioni tra quelli analizzati per questa indagine.

ceraIl riciclo di cera per la produzione di fogli cerei, determina il ricircolo delle sostanze chimiche già presenti, le cui concentrazioni restano costanti per lunghissimi periodi (anche dopo essere state vietate) soprattutto in una matrice ad elevato contenuto lipidico come la cera.

Un cocktail di sostanze tossiche, anche a basse concentrazioni, rappresenta un risultato davvero preoccupante. L’effetto sinergico determinato dall’interazione tra molecole chimiche di diversa natura, può avere conseguenze molto gravi per le api, compromettendone lo sviluppo larvale, le prestazioni in età adulta e la resistenza alle malattie.

La distribuzione delle molecole inquinanti tra gli altri prodotti dell’alveare risulta ancora poco chiara, così come non è mai stata determinata la presenza di tali sostanze in altri prodotti commerciali contenenti cera d’api priva di un reale controllo qualitativo.

L’analisi dei dati estrapolati da questa indagine suggeriscono la necessità di un controllo realistico e coerente, con l’obiettivo principale di creare un documento che possa definire con precisione le caratteristiche qualitative del prodotto nazionale e fornire le basi per la distinzione delle categorie produttive del settore (convenzionale/biologico).

Le indagini tossicologiche sulla cera d’api forniscono informazioni importanti sul management sanitario degli alveari da parte dell’apicoltore e descrivono la qualità dell’ambiente in cui le api vivono ed indirettamente dei prodotti agricoli coltivati nelle zone circostanti.

L’importanza della qualità in Apiterapia – La regolamentazione di questo settore risulta fondamentale per l’Apiterapia in quanto i prodotti dell’alveare idonei all’uso terapeutico o nutrizionale devono essere privi di ogni tipo di residuo chimico; con questo studio abbiamo concretamente riscontrato quanto in pratica possano essere contaminati anche da sostanze ormai obsolete. Sarà compito dell’Associazione Italiana Apiterapia mettere a punto delle linee guida utili all’ottenimento di prodotti idonei all’apiterapia e all’apinutrition (nota della dr.ssa Laura Cavalli, farmacista, naturopata, segretario Associazione Italiana Apiterapia).

 A cura di: dr.ssa Serena M.R. Tulini (Facoltà di Bioscienze e Tecnologie Agroalimentari ed Ambientali, Università degli Studi di Teramo,Teramo, Italy)
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6 thoughts on “Cera d’ape: un prodotto fuori controllo

  1. Alessandro 7 febbraio 2017 / 22:58

    Buona sera sono villari Alessandro io uso la mia cera di opercolo e i fogli cerei me li faccio da me perche conosco bene il problema e sarei disponibile a fare analizzare la mia cera essendo anche in in Sardegna Palau zona collinare dove non esistono coltivazioni intensive e penso sia uno dei posti meno inquinanti d Italia lavorando con il blocco di covata usando il metodo biologico iniziando dalla cera penso di aver raggiunto il massimo che si possa ottenere come risultato nell ambito apistico sono a vostra disposizione per qualsiasi cosa o chiarimenti in merito buona serata

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  2. apiterapiablog 8 febbraio 2017 / 16:26

    Buongiorno Alessandro, le scrivo in privato in merito alle analisi che potrebbe far fare per avere la certezza dell’ottima qualità.

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