L’impollinazione: un connubio fra aspetti scientifici ed economici

L’impollinazione consente l’avvento del 35% della produzione agricola mondiale.  Più dell’80% delle specie coltivate in Europa dipendono da api, bombi e farfalle per produrre frutti e semi impiegati nell’agroalimentare e nell’industria. Continua a leggere

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Si è svolto il primo corso di ApiPetDidattica

apipetSì è appena concluso il primo corso per operatori di Apipet Didattica organizzato dall’Associaizone Italiana di Apiterapia, tenuto da Beatrice Monacelli e Giuseppe Morosin: due giorni intensi in cui abbiamo parlato di come organizzare l’attività didattica in azienda apistica o presso altre strutture; abbiamo affrontato la normativa, la sicurezza, gli obblighi di legge; abbiamo sperimentato diversi laboratori per far avvicinare il pubblico alle api; abbiamo introdotto i punti di contatto tra didattica e apiterapia. Continua a leggere

L’USO DELL’AFFUMICATORE LIMITA IL RILASCIO DEL VELENO NELLE API?

arnie affumicatoreIl fumo impiegato in apicoltura limita il rilascio del veleno nelle api: a questa conclusione è arrivato un recente studio (Gage et al., 2018) condotto negli Stati Uniti.  Nello specifico, la ricerca suggerisce che la goccia di veleno sia normalmente liberata in condizioni di grande agitazione delle api mentre il fumo, proprio perché agisce inibendo la loro aggressività, ne riduce il rilascio.

Il perché della puntura di veleno.  Vediamo ora la puntura con rilascio di veleno in un contesto ecofisiologico ed evolutivo.  Continua a leggere

IL NEMICO CHE DIVENTA AMICO

pungiglioneLa fosfolipasi A2 del gruppo III (abbreviata III sPLA2) è un enzima presente nel veleno d’api; questa sembra essere la componente allergenica principale del veleno d’api che, in determinate situazioni, può comportare shock anafilattico.

Lo shock anafilattico è una reazione complessa dell’organismo, che avviene per la stimolazione del sistema immunitario, già “allertato” in precedenza da una sostanza non riconosciuta propria (allergene), che scatena una valanga di effetti allergici anche gravi, come lo shock anafilattico. Continua a leggere

Mortalità delle api causata dall’uso di prodotti fitosanitari

KILLED BEEVi segnaliamo questo interessante argomento:

Mortalità delle api causata dall’uso di prodotti fitosanitari
Dati raccolti negli anni 2015-2017 nell’ambito di quanto previsto dal Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari

Presentazione di Valter Bellucci e Valerio Silli dell’ ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale sulla

Mortalità delle api causata dall’uso di prodotti fitosanitari. Dati raccolti negli anni 2015-2017 nell’ambito di quanto previsto dal Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

E’ stato presentato nell’ambito  delle Manifestazioni apistiche 2018 ( il 14 settembre 2018 dall’Osservatorio Nazionale Miele, Castel San Pietro Terme BO).

Il programma è scaricabile a questa pagina: https://www.apidolomiti.com/sito/wp-content/uploads/2018/07/ConcorsoTreGocce_2018_Programma.pdf

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C’è un motivo se il rimedio naturale che preparava la nonna per il mal di gola funziona

acquamiele2La gola (tecnicamente “faringe”) è una struttura che collega la bocca ed il naso all’esofago e la laringe.  Consente la deglutizione, la respirazione, l’emissione di suoni e facilita l’audizione.

Ci sono numerose cause del mal di gola tra cui allergie, fumo, infiammazione delle tonsille (tonsillite), tumori, ecc.

Un tempo era frequente preparare rimedi che erano efficaci proprio in virtù dell’azione dei singoli ingredienti impiegati.  Vediamo come si prepara un rimedio naturale per il mal di gola a base di miele, limone, zenzero e camomilla. Continua a leggere

Apiterapia (o meglio apitoxiterapia)

apipuntura“Ci sono delle api che come secondolavoro fanno le punture agli anziani – Gene Gnocchi”

Nel 1910 Maberly era andato a visitare un suo vecchio paziente che, tre anni prima, aveva avuto un grave attacco di reumatismo e, in seguito, aveva sviluppato artrite cronica. Egli provò cure termali, fisioterapia farmaci senza il minimo segnale di miglioramento… Egli diventò sempre più disperato fino a decidere di abbandonare ognuno di questi trattamenti. Le gambe e le braccia erano fortemente flesse, il ricurvamento su se stesso faceva si che il mento si trovasse all’altezza del petto, non era in grado di aprire la bocca più di 3-4 cm. Il dolore non lo lasciava mai, da uomo positivo e attivo era diventato uno storpio senza speranza… La sera stessa, Maberly incontrò per caso un Esperto d’api, che, dopo aver sentito del caso dell’uomo, disse che quella era proprio una condizione che poteva essere trattata con Veleno d’api. La prima sessione fu tenuta il 30 ottobre 1910… le sessioni si susseguirono con la somministrazione di 18 punture alla settimana… In due mesi il paziente era in grado di alzare la testa, aprire la bocca completamente, i dolori nei legamenti erano quasi tutti spariti” (F.H.Maberly: Bee venom therapy Bodog Beck-medico ungherese Budapest 1871-New York 1942). Continua a leggere

Le api non finiranno mai di stupirci: capiscono il concetto matematico di “zero”

api zeroIntorno al 600 dopo Cristo un matematico indiano definisce lo “zero” che non è per niente un “niente” ma un elemento fondamentale per il calcolo.  Lo scienziato lo rappresenta con un simbolo e propone un’aritmetica comprendente i numeri negativi e lo zero.  Più in là, a Damasco, allora capitale dell’Islam, si diceva che oltre il fiume Indo c’erano matematici raffinati che utilizzavano un sistema di numerazione superiore a ogni altro per praticità ed efficacia che si fondava su nove cifre più lo zero.  Tant’è utile questo sistema che il mondo islamico adotta questa concezione che altro non è che quella che oggi impiega tutto il mondo.  La novità arriva nell’Europa continentale verso il 1200 con l’italiano Fibonacci, grande matematico pure lui, che l’aveva acquisito in Algeria. Continua a leggere

Le api, amiche per la pelle

Satana si allontanò dal Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe si grattava con un coccio e stava seduto in mezzo alla cenere (Antico Testamento – Le piaghe di Giobbe)

psoriasi1Le malattie cutanee squamose e pruriginose vengono descritte per la prima volta nell’antico testamento, ma è possibile individuare già qualche accenno nei codici assiro babilonesi ed in alcuni papiri Egizi. Ippocrate nel V secolo a.C. introdusse i concetti di lepra e psora identificando svariate malattie desquamative pruriginose, tra cui anche la lebbra. La confusione tra lebbra e psoriasi durerà fino al XVIII secolo quando il dermatologo inglese, Robert Willan (1757-1812) le distinguerà chiarendone manifestazioni (caratteristiche e tipologia della lesione) e complicanze (esito letale e andamento acuto e cronico). Continua a leggere

Prodotti apistici, un’opportunità naturale

apiterapiaApiterapia, termine relativamente moderno e universale per un approccio naturale alla salute che affonda le sue radici nel passato. Nei Papiri risalenti al 1700-1500 a.c. (Georg Ebers ed Edwin Smith) dove le ustioni e le ulcere vengono curate con un impasto a base di latte coagulato e miele e la cera usata per proteggere la pelle dai raggi del sole; in un manoscritto arabo del 1200 dove il miele è medicina; negli studi clinici dei primi anni dell’ 800 relativi in modo particolare al veleno d’ape (I.B. Lubarski – 1879 – “Il veleno
delle api – un rimedio”); nel primo trattato di Phillip Terc, medico austriaco riconosciuto come padre dell’apitoxiterapia, Continua a leggere